17/06/2021

Occhi puntati su… Bologna, un Patto prelibato


Cari lettori,

oggi vi chiediamo di tenere gli occhi puntati sul Patto per la lettura di Bologna, una vera e propria macchina da guerra: con il suo portale dedicato e un seguitissimo account su Instagram vive una ricca vita digitale che permette anche ai non bolognesi di gustarne tutte le prelibatezze.

Piatto ricco, mi ci ficco: diciamo noi di #letturaday, che ogni volta che incontriamo una città che dedica tantissime energie a favore della lettura, ci innamoriamo di colpo e vogliamo andare proprio a vivere lì, per non perderci nemmeno uno dei tantissimi eventi organizzati con grande passione e grande professionalità. 

Mettetevi comodi davanti al vostro computer, perché vi ci vorrà almeno un giorno intero per scoprire quanti sono i soggetti che aderiscono al patto bolognese e avventurarvi all’interno degli infiniti percorsi che vi portano a conoscere le tante iniziative. Ma se, tanto per cominciare, voleste leggere il testo originale del Patto, eccovi serviti con un bel link: Patto per la Lettura di Bologna.

A noi di #letturaday piace tutto di questo portale, ma più di ogni altra cosa ci piace questa frase:

A letto, in bus e in treno, in biblioteca, su una panchina del parco, sui gradini di San Petronio, al bar e in libreria e anche andando in bicicletta ascoltando le voci di chi legge un libro per noi: tanti sono i luoghi della lettura, difficile definirli perché è praticamente possibile #leggereovunque. 

Questa frase la trovate nella pagina dedicata ai luoghi della lettura, dove potrete scoprire la mappa in costante aggiornamento di tutti gli spazi, sia in città che  fuori, dove si pratica la lettura secondo le più svariate modalità. Qui scoprirete anche che la scelta dei luoghi è avvenuta durante alcuni incontri che sono stati individuati grazie ad un percorso partecipato, all’interno dei cosiddetti Laboratori di Quartiere, organizzati da Fondazione per l’Innovazione Urbana in collaborazione con il Comune di Bologna. E vi piacerà sicuramente scoprire che questi laboratori sono spazi di incontro e confronto, nel quale i cittadini di una specifica zona della città vengono chiamati a dire la loro su alcune scelte da fare, per far emergere priorità, indicazioni e proposte che rischierebbero di non essere ascoltate e quindi di non poter essere trasformate in soluzioni condivise.

Si chiama “sussidiarietà”, la prevede nientemeno che la Costituzione all’art. 118 (e voi lo sapete benissimo, perché la Costituzione l’abbiamo letta tutta proprio su #letturaday!), ed è il modo più moderno e utile per far sì che le persone si sentano protagoniste attive della loro vita e dei loro spazi.

Andiamo a sbirciare dentro questi laboratori di quartiere, per scoprire bellissime cose sulla Biblioteca del quartiere di Borgo Panigale, una biblioteca già naturalmente al centro di numerose relazioni con le associazioni del quartiere, con gli anziani, i bambini e in generale i cittadini della zona, e che grazie a questo progetto è stata potenziata. Leggiamo insieme qualche dettaglio dal sito: 

  • La biblioteca fuori dalla biblioteca: il progetto iniziale prevedeva di attivare il servizio di prestito a domicilio per gli utenti con difficoltà di mobilità nell’ambito del territorio di Borgo Panigale. Si è scelto di potenziare il servizio, estendendolo a tutta la città, con l’obiettivo di raggiungere tutti i lettori e le lettrici che, per difficoltà di mobilità e di fragilità, abbiano bisogno di ricevere i libri a casa. Il servizio è gratuito ed è stato attivato a novembre 2020.  
  • Biblioteca in corso: sono stati attivati corsi sul digitale per adulti, sull’uso dello smartphone e dei tablet e di portali specifici come il fascicolo sanitario elettronico; sono stati attivati corsi informativi sul rapporto tra adolescenti e digitale destinati ai genitori e corsi di fumetto per adolescenti in collaborazione con Inventario.
  • Verde in biblioteca: è stata riqualificata l’area verde davanti la Biblioteca con interventi leggeri per favorire la socialità e renderla adatta a ospitare sia la lettura individuale che piccoli incontri collettivi. A tal fine è stato attivato un percorso di coprogettazione con il coordinamento della Fondazione per l’Innovazione Urbana e la collaborazione del Centro Antartide e a maggio 2021 il progetto è stato realizzato in autocostruzione. 

Questo progetto è stato inserito nel programma Cultura Futuro Urbano del Ministero della Cultura,  nato per promuovere iniziative culturali nelle periferie delle città metropolitane e nei capoluoghi di provincia di tutta Italia. Un Piano d’azione di 25 milioni di euro, che ha finanziato la realizzazione di nuovi servizi con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dell’intera collettività urbana, donando nuova personalità a scuole, biblioteche e opere pubbliche rimaste incompiute.

Per capire meglio lo spirito del Patto bolognese, andiamo a leggere insieme sul sito ufficiale del Comune di Bologna  la “Premessa” che ne illustra le finalità concrete:

La Città di Bologna adotta il Patto di Bologna per la Lettura bene comune con l’obiettivo di promuovere in modo continuativo, trasversale e strutturato la lettura e la conoscenza in tutte le loro forme.

Alla base del Patto si pone infatti la considerazione che lettura e conoscenza siano fattori indispensabili per la costruzione di una società più libera, consapevole e attenta alle diversità, alla quale tutti i cittadini e le cittadine, le associazioni, le imprese e le istituzioni di Bologna possono contribuire ogni giorno.

Il Patto intende essere lo strumento per generare nuovi incontri, scambi, sperimentazioni diffuse e attivazione di luoghi. L’obiettivo principale è ripensare Bologna attraverso la lettura e la conoscenza, il coinvolgimento delle persone e la relazione con gli spazi pubblici e privati, per stimolare una nuova forma di resilienza individuale e collettiva.

Si afferma così, complessivamente, un ‘diritto alla città’ tramite la promozione della lettura e della conoscenza, e la promozione dei valori ad essa collegate. Ciò comporta mettere in campo pensieri e iniziative per accogliere e valorizzare una comunità plurale, coltivare cittadinanza consapevole e informata, generare nuovi legami di reciprocità, abbattere muri e pregiudizi, offrire opportunità e accessibilità relative al patrimonio culturale e alla creatività.

Il Patto è un manifesto, da immaginare come un albero ben radicato nel terreno, che cresce e si articola dando forma a una visione di città e di reti, con rami che arrivano lontano alimentando un sistema di relazioni e scambi, e ciò costituisce il punto di vista caratterizzante di una nuova politica per cultura di Bologna accessibile e coinvolgente.

Con il Patto si costituisce una grande alleanza cittadina, alla quale aderiscono soggetti pubblici e privati, istituzioni culturali, Università, imprese, professionisti, associazioni e singoli cittadini, che intendono impegnarsi per ideare e sostenere progetti condivisi.

Aderendo al Patto, le parti si impegnano a partecipare ai momenti di elaborazione e progettazione, a diffondere la visione e i principi, a individuare le risorse e le competenze necessarie per implementare le attività; almeno una volta l’anno a partecipare ad una giornata di monitoraggio e aggiornamento delle azioni discendenti dal Patto stesso. A tal fine si costituisce un ‘Forum cittadino per la promozione della lettura’ coordinato e promosso dal Comune di Bologna e dall’Istituzione Biblioteche, al fine di garantire la partecipazione di tutti i firmatari e la parità di tutti i cittadini accesso alla conoscenza.

Tutti i cittadini e le cittadine bolognesi sono allo stesso tempo attori e fruitori del Patto e dei progetti che in esso si collocano, anche grazie al contributo dei professionisti dei settori culturali e creativi, le attività e i servizi collegati, gli attori e le istituzioni coinvolte.

Il Comune di Bologna si impegna a coinvolgere le sue Istituzioni e i Quartieri, i servizi e le politiche; attraverso l’impegno dell’Assessorato alla Cultura e dell’Istituzione Biblioteche a garantire il sostegno economico e organizzativo per il lancio e lo sviluppo del Patto, il coordinamento del ‘Forum cittadino per la promozione della lettura’; a invitare i soggetti aderenti e sponsor privati a contribuire alla sostenibilità della programmazione concordata; a individuare una o più figure responsabili operative per la gestione del Patto.

I soggetti aderenti al Patto si impegnano a contribuire con le proprie idee, risorse, spazi e competenze secondo possibilità, in forma libera e responsabile, coerente con i valori espressi dal Patto stesso. L’adesione al Patto impegna alla condivisione di linee guida comunicative comuni per tutto ciò che attiene le attività condivise; alla diffusione del patto e delle informazioni sui programmi, progetti e obiettivi; alla promozione e condivisione di percorsi formativi e di approfondimento sui temi della lettura.

Gli eventi del Patto della lettura sono consultabili qui: tantissime proposte su cui davvero c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma la parte sicuramente più interessante per chi, non essendo bolognese, non avrà modo di seguire le tante iniziative, è relativa ai progetti. Ve ne ricordiamo solo un paio: 

Consegne etiche:  è un progetto partito nel 2020, in piena pandemia, quando si è posto urgentemente il problema di recapitare i libri delle biblioteche a casa delle persone impossibilitate a raggiungere la biblioteca, per le limitazioni imposte dalla pandemia. L’accordo intercorso con alcune cooperative di rider operanti in città ha permesso di ottenere, oltre al risultato pratico della veloce consegna dei libri a domicilio, un importantissimo effetto “collaterale”: quello di permettere ai ragazzi impegnati nelle consegne di ricevere un compenso equo rispetto al lavoro richiesto. La pandemia ha fatto crescere la richiesta di consegne a domicilio, e con essa anche i rischi di sfruttamento: una alternativa responsabile ed etica può essere ricercata, e a Bologna abbiamo le prove che tutto questo sia possibile!

Bookstation: si tratta di postazioni di libri disponibili gratuitamente, raccolti dalle associazioni Equi-Libristi Bibli-Os’ da collocare nelle strutture di pronta accoglienza presenti nei quartieri San Donato-Vitale e Navile  gestite dal Consorzio L’Arcolaio. Tutte le strutture ospitano numerose famiglie con diversi bambine e bambini, ragazze e ragazzi.

Eccoci giunti alla fine di questa tappa, ma preparatevi perché è in arrivo una buona pratica piuttosto interessante e… ambulante!

Buone letture e a presto!



Condividi