12/08/2021

Occhi puntati su… Vibo Valentia


Cari lettori,

ormai lo sapete: noi di Lettura Day non ci fermiamo. Questa volta abbiamo affrontato il caldo torrido per approdare sulle coste calabresi e raccontarvi la storia della Capitale italiana del libro 2021, Vibo Valentia.

Erano le 11 del 7 maggio scorso quando, in diretta streaming, veniva resa nota dal Ministro della Cultura Dario Franceschini la proclamazione di Vibo Valentia come capitale italiana del libro del 2021, al termine di una selezione condotta sul totale di 23 candidature da una giuria di esperti presieduta da Romano Montroni e composta da Valentina Alfery, Pierangelo Cappello, Gerardo Casale e Fulvia Toscano.

Ma che cos’è la capitale italiana del libro? La storia di questo premio è piuttosto recente: nasce infatti il 4 febbraio 2020, poche settimane prima dello scoppio della pandemia, con l’approvazione della nuova legge sulla promozione della lettura, con cui si definisce una nuova progettualità all’interno della filiera del libro, stabilendo nuovi obiettivi per librerie, biblioteche ed editori, e aprendo le porte ad alcune nuove misure di contrasto alla povertà educativa, di sostegno alle librerie indipendenti e di auspicabile radicamento della lettura nelle pratiche quotidiane di vita delle persone.  In questa legge si prevede appunto, all’art. 4, di estendere la positiva esperienza della capitale italiana della cultura, selezionando ogni anno una città che si sia distinta per la progettazione di attività di promozione del libro in grado di diffondere con efficacia le pratiche di promozione della lettura. 

Il programma presentato da Vibo Valentia verrà premiato con un finanziamento speciale di 500.000 euro: una somma sicuramente in grado di fare la differenza sul bilancio dell’ente locale, che – come tutti gli enti locali, chi più chi meno – è abituato a fare i conti con budget piuttosto piccoli a favore delle iniziative culturali. 

Ma come ha fatto Vibo Valentia a guadagnare una vittoria così importante? Merito di un progetto che è riuscito a convincere la giuria per la quantità e la qualità delle sue proposte. 

Noi di #letturaday, che siamo curiosi per natura, siamo subito andati a leggere il progetto, e ve lo vogliamo raccontare. 

Ma non ci siamo fermati qui: per svelarvi tutto, ma proprio tutto, su Vibo Valentia e le sue pratiche virtuose di promozione della lettura, siamo andati direttamente sul posto, a incontrare uno dei protagonisti di spicco del progetto: Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, che nel contesto calabrese rappresenta una vera e propria eccellenza. 

Le sue radici sono venete, ma saldamente trapiantate in Calabria, dove si è trasferito ormai da decenni e ha messo su famiglia, dopo aver iniziato la carriera di operatore e animatore culturale in Puglia. A Vibo Valentia è stato il cuore pulsante del Centro Servizi Culturali tra i più attivi della Calabria: un centro istituito nel lontano 1967 e affidato alla gestione dell’UNLA, la gloriosa Unione Nazionale per la Lotta all’Analfabetismo, che allora doveva avere il suo bel daffare sul posto, giacché all’epoca si registravano ancora  percentuali attestate sul 40% in fatto di vibonesi non in grado di leggere e scrivere.  Nel 1979 il Centro sarebbe stato chiuso, e gli operatori accorpati al ruolo regionale: una scelta che non si sarebbe rivelata vincente in termini di lotta all’arretratezza. Dell’intera vicenda lo stesso Floriani parla senza mezzi termini, e senza mai fare sconti a nessuno, nel suo bel libro Note a piè di pagina, un vero e proprio “Diario di un bibliotecario impegnato” (come recita il sottotitolo) scritto durante il lockdown e pubblicato a fine 2020 per i tipi dell’editore Ferrari di Corigliano. Un libro che vi consigliamo vivamente di leggere (ad alta voce è meglio, ma non è obbligatorio!), perché offre una chiave di lettura efficace, fuori dalle righe e fuori dai denti, per spiegare come mai una città “un po’ sfigata come Vibo Valentia” (sono parole sue a pagina 9) si ritrovi a dover fare i conti con una serie di dinamiche che ne hanno rallentato o impedito lo sviluppo. 

Queste le sue parole a caldo, dopo il conferimento del premio:

“Ognuno può osare, se ci mette intelligenza, cultura, passione. È veramente bello che stavolta sia accaduto proprio a Vibo, città difficile, dove non è molto frequente celebrare una bella notizia”.

Se volete leggere tutta l’intervista, basta che clicchiate qui

Ma se pensate che Gilberto Floriani si limiti a fare il direttore del sistema bibliotecario, vi sbagliate: perché è anche presidente della Sezione Calabria dell’ Associazione Italiana Biblioteche, da poche settimane è stato nominato presidente del Rotary Club Hipponion (questo il nome antico di Vibo Valentia), e – last but not least – condivide con Maria Teresa Marzano la direzione artistica del  festival letterario  Leggere & Scrivere, che tra il 2012 e il 2019 ha rappresentato una delle iniziative culturali vibonesi di maggiore rilevanza. 

Fermato dal COVID per l’annualità 2020, come del resto la maggior parte dei festival, si appresta a cogliere la sfida dell’imminente appuntamento con ottobre 2021, quando appunto è chiamato ad essere una tappa fondamentale del programma dell’anno in cui Vibo è capitale italiana del libro. Ad oggi, il festival è alle prese con un nemico crudele forse quanto il COVID: l’impossibilità di poter usufruire – a differenza delle edizioni precedenti – del sostegno economico della Regione Calabria, che quest’anno ha imposto condizioni di cofinanziamento e modalità di rendicontazione a cui il festival non è in grado di sottostare; per questo leggiamo qui di una raccolta fondi a cui si affida il compito di garantire la sostenibilità economica dell’evento, che così tanto ha contribuito al conferimento del titolo. 

Dunque, tanto lavoro da fare nelle biblioteche, nelle librerie, nelle scuole vibonesi per rendere onore a un titolo così impegnativo e importante: noi di #letturaday invitiamo i vibonesi ad essere protagonisti anche dei giovedì ad alta voce, e auguriamo a tutta la squadra di Vibo Valentia una ottima estate, che certo non sarà di riposo, in vista della messa a punto del programma operativo degli eventi, che tutti aspettiamo con gioia e grande curiosità. Buon lavoro, dunque, alla capitale 2021 del libro, mentre già fervono i lavori sulla nomina della capitale del libro per il 2022: anzi, a proposito, voi ne sapete qualcosa?

Alla prossima e buone letture!



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